Quattro italiani uccisi in Afghanistan

Quattro militari italiani sono morti, e un quinto è rimasto ferito, a causa di un'esplosione che ha investito il blindato Lince su cui viaggiavano. L'imboscata è avvenuta alle 9.45 locali (7.45 ore italiane), nel distretto di Gulistan in Afghanistan.
19 AGO 20
Immagine di Quattro italiani uccisi in Afghanistan
A causare l'attentato in Afghanistan in cui hanno perso la vita quattro militari italiani è stato un ordigno con una quantità di esplosivo molto elevata, in grado di superare le difese dei mezzi Lince. Lo ha affermato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa in una conferenza stampa. Il convoglio composto da settanta mezzi, di cui trentotto taliani, è stato attaccato alle 9.15, ora afghana (7.15 in Italia) mentre attraversava un gruppo di casolari, 200 km a est di Farah. Sotto il fuoco dei talebani i mezzi hanno deviato verso il ciglio della strada, dove è avvenuta l'esplosione. "Il Lince - ha detto La Russa - era dotato di contromisure elettroniche, un sistema che impedisce l'attivazione di ordigni via radio o telefonino. Probabilmente si trattava di un ordigno a pressione, con una quantità di esplosivo molto elevata, perché i mezzi hanno dimostrato di saper resistere a bombe con grande potenziale. Noi comunque non ci fermiamo nella ricerca di misure per incrementare la sicurezza, valuteremo se sostituire i Lince con i Freccia, che però hanno meno mobilità". La zona teatro dell'attentato, ha precisato La Russa, si trovava in precedenza sotto il controllo italiano, poi era passata sotto il comando di forze Usa, e recentemente è stata restituita all'Italia. "Ho già convocato un incontro con il Capo di stato maggiore, generale Camporini, e altri alti comandi - ha detto il ministro - per verificare se sono necessarie altre misure. Ci si aspettava la pericolosità del territorio, ma ora ci vuole un approfondimento, perché i militari Usa che erano dislocati lì erano più numerosi dei nostri". La zona fa parte del cosiddetto 'Box Tripoli' affidata al Settimo Reggimento Alpini, di stanza a Belluno, con 450 uomini.
Sale così a 34 il numero dei militari italiani morti in Afghanistan dall'inizio della missione Isaf nel 2004. Cordoglio ai familiari delle vittime è venuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come dal presidente del Consiglio silvio Berlusconi ed esponenti politici di entrambi gli schieramenti. Dall'opposizione si sono levate voci per chiedere l'immediato ritiro del contingente italiano, che il ministro La Russa ha detto non essere previsto prima del 2011.
Anche il generale David H. Petraeus, comandante della missione multinazionale Isaf in Afghanistan, ha espresso il proprio cordoglio per la morte dei quattro alpini italiani. ''Il loro servizio coraggioso e disinteressato non sarà dimenticato, dal momento che noi vogliamo sconfiggere un'insorgenza che priverebbe il popolo afghano della sicurezza e della stabilità e renderebbe di nuovo questo Paese un sicuro rifugio per i terroristi''. ''I nostri pensieri e le nostre preghiere - osserva il generale - sono dedicati alle famiglie dei soldati caduti. Condividiamo il loro dolore per questa perdita straziante''.